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Gli italiani cercano pack più sostenibili: presentato in anteprima a Milano l’Osservatorio Nomisma

I dati sono stati presentati in anteprima a Milano il 12 febbraio scorso in vista del Forum Internazionale "Packaging Speaks Green" che si terrà il 20 e 21 febbraio prossimi presso l’Auditorium di FICO Eataly World a Bologna.


I dati sono stati presentati in anteprima a Milano il 12 febbraio scorso in vista del Forum Internazionale "Packaging Speaks Green" che si terrà il 20 e 21 febbraio prossimi presso l’Auditorium di FICO Eataly World a Bologna.

Gli italiani prestano attenzione al packaging dei prodotti che acquistano e chiedono ad imprese e retailer maggiore impegno nel garantire una svolta green.

Lo confermano i dati dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo realizzato da Nomisma in collaborazione con Spinlife, presentati in anteprima a Milano in vista del Forum Internazionale “Packaging speaks green”.

Organizzato da UCIMA e Fondazione FICO, l’evento è in calendario per il 20 e 21 febbraio prossimi presso l’Auditorium di FICO Eataly World a Bologna, e vedrà la presenza di big internazionali del settore, da Amazon a Coop, da Coca Cola a P&G.

L’impatto ambientale del pack è fattore che influenza il 46% dei consumatori nella scelta dei prodotti per la persona e la casa, il 43% nella scelta dei prodotti alimentari. Il 48% dichiara di aver smesso di acquistare prodotti che presentavano eccesso di imballaggi, il 22% di aver ridotto l’acquisto di prodotti con imballaggio in plastica, il 23% di aver aumentato l’acquisto di prodotti sfusi. ​ I consumatori cercano pack più sostenibili, ma il 41% non è disposto a pagare di più e a questi si aggiunge un ulteriore 26% che dichiara una disponibilità molto bassa a sostenere un differenziale (che nella pratica rischia verosimilmente di azzerarsi). Questo perché per il 99% dei consumatori è un dovere dell’industria e dei retailer produrre un impegno a proporre packaging a minor impatto ambientale.

L’attenzione verso la sostenibilità del packaging si inserisce in un quadro generale di mutata sensibilità nei confronti dell’ambiente. Infatti, se in ambito food & beverage è la qualità del prodotto (intesa come origine delle materie prime, presenza di certificazioni …) a rappresentare ancora il driver di acquisto principale (indicato dal 44% dei responsabili acquisti), la sostenibilità del prodotto (prodotti eco-friendly, a basso impatto ambientale …) rappresenta oggi il secondo fattore (36% delle indicazioni).

Ma quali sono le caratteristiche che, secondo il consumatore, rendono sostenibile un prodotto? Essere biologico (42% dei responsabili acquisto individua il marchio bio come principale espressione di sostenibilità), avere una confezione fatta con materiali riciclati o a basso impatto ambientale (37%), derivare da un processo produttivo che utilizza fonti rinnovabili (31%) o con basso consumo di energia/acqua (18%), che garantisce il giusto reddito a chi lo produce (24%). Mentre, quando si parla di pack sostenibile, i consumatori pensano ad una confezione ottenuta con materiali degradabili (56%) o riutilizzabili (39%). Per il food il materiale più rispettoso dell’ambiente è la carta (indicata dal 47% dei responsabili acquisto). Per la categoria bevande nell’immaginario del consumatore sono vetro e cartone/brick a rappresentare i materiali più sostenibili (citati rispettivamente dal 64% e 26%), la plastica è in coda con il 4%.

Dove gli italiani cercano un pack più sostenibile? Soprattutto acqua per 1 italiano su 3 (29%), frutta e verdura fresche per 1 consumatore su 5 (20%), seguono biscotti/merendine, bevande gassate, legumi in scatola e latte. Gli italiani chiedono anche informazioni chiare per effettuare scelte di acquisto consapevoli in relazione al packaging. Emerge la consapevolezza unanime che la sostenibilità debba rientrare nelle piccole azioni della collettività, lo dichiara infatti il 98% degli intervistati. Le azioni praticate più spesso? In cima alla classifica la raccolta differenziata, praticata da ben l’83%, segue la riduzione dei consumi energetici (78%) e idrici (77%), limitare l’utilizzo di bottiglie di plastica (41%), preferire trasporti sostenibili (38%). Social (34%) e programmi in Tv (32%) sono un punto di riferimento per acquisire più informazioni, altrettanto importanti le campagne di sensibilizzazione – indicate dal 32% degli italiani. Contano anche i testimonial internazionali, da Greta Thunberg a Leonardo Di Caprio (29%). La comunicazione è certamente un’area di lavoro: per sensibilizzare il consumatore nelle scelte di pack sostenibili occorre semplificare il trasferimento delle informazioni lavorando su quanto riportato in etichetta – claim, immagini, testi, … Le stesse imprese che producono a marca del distributore per le principali insegne italiane (60%) al fine di misurare e comunicare l’impatto ambientale del packaging valutano efficace e funzionale riportare in etichetta un rating che misuri la sostenibilità del packaging.

Il 96% degli italiani si preoccupa per il proprio impatto sull’ambiente. Più in generale il 37% degli intervistati ha a cuore le sorti del pianeta: 1 su 3 - dichiara che è su questa priorità che dovrebbero concentrarsi le azioni del Governo e delle istituzioni internazionali, mentre per il 67% l’ambiente diventerà preoccupazione dominante nel 2050.

Il cambiamento climatico è l’aspetto più critico per gli italiani (56% delle risposte multiple), seguito dall’inquinamento delle acque (54%). Più di 1 italiano su 2 è interessato al tema della sostenibilità e 1 italiano su 3 (32%) sostiene di conoscere bene l’argomento, un dato che dal 2018 al 2019 è cresciuto del 10%. La sostenibilità è una moda per 4 italiani su 10 (41%), un tema sentito per il 47%.